merito e valutazione. Per che cosa?
 

Scritto da Fabiano Corsini, 04-05-2011 07:11

Visite : 828359    

Pubblicato in : organizzazione, in generale


Ci sono parole che nel linguaggio pubblico diventano veri e propri indicatori di povertà o ricchezza simbolica. Parole ripetute, come valore, dovere, diritto, libertà, identità, differenza, relazione, tolleranza, sono parole che apparentemente accomunano culture e società diverse ed anche diverse generazioni; e nel cui uso sono sottese accezioni e declinazioni che possono rendere difficile la comunicazione, perché ogni comunità di parlanti indica con esse qualche cosa di diverso.

 

La povertà simbolica diventa esplicita e plateale quando le parole che si usano  non sanno dire più quello che accade e si confondono nell'ovvietà della comunicazione quotidiana. Nel gruppo principale di queste parole, sono ora  entrati prepotentemente i termini valutazione e merito

Nel pensiero comune dilagante in questi anni si è consolidato ill successo della scelta  “meritocratica” ; la parola merito , ormai universalmente apprezzata,   in realtà,  accompagna  significati e contenuti diversi. Non c’è dubbio però che nella accezione comune dietro a questa parola si cela, nemmeno tanto velatamente, la accettazione  acritica di  un sistema di misurazione collegato alla  gerarchia valoriale dominante, fatta di  unben definito grappolo di concezioni, significati e  modelli comportamentali. In sintesi, parliamo di quelli che sono i tratti  che sociologi e filosofi individuano come patologia della nostra epoca.

Se poi valutazione e merito sono riferiti ed applicati al contesto della pubblica amministrazione, la babele semantica raggiunge l’apice. Tutti crediamo di sapere di cosa parliamo; ma parliamo tutti di cose molto diverse tra di loro, giacchè ormai plurali e disperse sono le rappresentazioni della pubblica amministrazione. Ad una pubblica amministrazione rappresentata caricaturalmente, si applicano  modelli operativi trasformati in paradigmi valoriali, a loro volta rappresentati caricaturalmente.  Whatever it works: con Woody Allen sosteniamo che i modelli organizzativi non hanno un valore in sé. Valgono se funzionano. Siamo alla disperata ricerca per capire cosa vuol dire, per la nostra PA, funzionare. Pare questo il problema.


Ultimo aggiornamento : 05-05-2011 13:35

   
Riporta questo articolo sul tuo sito
Stampa
Spedisci a un amico

Commenti utenti  File RSS dei commenti
 

Valutazione utenti

   (0 voto)

 


Aggiungi il tuo commento
Nome
E-mail
Titolo  
 
Commento
 
Caratteri rimasti: 600
   Avvisami per email quando saranno inseriti altri commenti
   
   

Nessun commento postato



mXcomment 1.0.6 DIGO -  © 2007-2019 - visualclinic.fr - Licenza Creative Commons
Distribuito da FIUH.it - Alcuni diritti riservati