Rachmaminov a Marina

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E tu mi chiedi perché marina sarebbe magica, e mi racconti di altri cento luoghi, magici e forse più belli di questo. Io non ti rispondo, resto in silenzio e sorrido. Poi ti prendo il braccio, ti prendo per mano e ti porto con me. Ti porto in un posto di oggi, e ti chiedo di giocare con i tuoi occhi, aperti e chiusi. Chiusi per andare indietro nel tempo, e vedere le cose che non ci sono più. Aperti per vedere che quelle cose sono ancora tutte li. E ora che ci siamo, ascolta. Siamo in piazza Baleari, anzi, allora si chiamava Piazza XX settembre, e' il 1904. Dalla parte del mare ci sono i bagni del Castelli e del Ceccherini e tanta spiaggia, con lecci e tamerici.  

La finestra della camera sopra l'emporio di coloniali Bazzel, all'angolo, è aperta. Entra l'aria fresca del mattino, si sente il vocio di un mercato. Passa gente elegante, vestita di lini leggeri, passano donne con cappelli a larghe tese e ragazzi con gli zoccoli di legno o scalzi, passa un asino che porta fascine. Alla fonte la gente fa la fila , con brocche di terracotta e fiaschi impagliati. Passa la Camilla del Lante, arriva da Pisa  e lascia uno sbuffo di fumo che si confonde con l'odore buono della pineta.

 

Tra i giardini e sullo sterrato un mercato coperto da tende colorate. Stoffe, spezie, saponi, giocattoli di legno. Arriva una musica, forse  un artista di strada venuto da lontano, che strimpella un organetto.

Si mi re, mi mi fa..

Sergej Rachmaminof è alloggiato qui, nella camera di quella finestra. Ha trentuno anni e quella musica che si confonde con la magia di Marina lo incanta. Guarda verso il mare, azzurro e stamani finalmente quieto. Si mette al tavolo e scrive.

E nasce “Italian Polka”, musica di Marina di Pisa. Si sente ancora, da quelle parti, per chi sa ascoltare, e oggi l 'hai sentita anche tu.