Le recensioni

Scritto da Administrator Lunedì 04 Gennaio 2016 10:54

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ENEZ VAN:  (Michele Lischi)  - clicca

Un libro dalle tante facce. Ci si può godere la scrittura intensa e pur agile accompagnata dalle tavole del Grassini, oppure lasciarsi incuriosire da questo o quel personaggio, della storia di un ristorante o di un bar. Ma c’è anche una funzione non trascurabile di guida ai luoghi. Verrebbe voglia, Marina Magicaalla mano, di andare a scovarli tutti, quei luoghi raccontati dal Corsini, per vedere l’effetto che fa. Perché ci sono le testimonianze storiche, sociali, artistiche, ci sono la pineta e la spiaggia, c’è insomma un universo che aspetta solo di essere esplorato.

Questa magia (non solo di Marina, ma anche delle acrobazie narrative del Corsini) è dettata dalle due direttrici fondamentali che caratterizzano l’impostazione del lavoro. Prima di tutto la nostalgia (definita dall’autore stesso un sentimento meraviglioso). Senza quella nostalgia lucida del passato forse certe storie non avrebbero quel carico di emozione che le rende così vive e straordinarie. E poi l’amore incondizionato e incorruttibile per questo piccolo paese di mare. Quello strano dolore (ma qui la definizione è di Lucio Dalla) che è di continuo alimentato proprio da questa instancabile ricerca di momenti, sguardi, ricordi, luoghi, persone, emozioni.

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LA NAZIONE  (Sergio Castelli)

 

 

IL,FOGLIACCIO: GAiA BALATRESI

 

 

LA VOCE DEL SERCHIO (Gabriele Santoni)

 

.....Piccoli, deliziosi acquarelli che si possono ascoltare accompagnati da disegni gentili dal tratto invadente. Fabiano ama la magia di Marina e ci trasferisce attraverso gli scritti la dolce inquietudine che quel luogo sprigiona. Non ama i turisti  si sa e lo dice spesso. Ha la testa girata all’indietro, lontana dall’invadenza, dall’effimero.  Si affanna con piacere  nella ricerca, nel ricordo, nell’ascolto, col mare sempre lì, davanti.


Parlare del tuo villaggio con fare nobile e provinciale come si conviene a un posto come Marina è un privilegio, uno stato d’animo,un omaggio.
Descriverne i personaggi, semplici  o famosi , le feste, la politica che si frantuma anche lì sugli scogli, permette di lasciare traccia, consente a chiunque di continuare a cercare. A tenere lo sguardo alto. Come i marinai. Perché chi sta davanti al mare guarda sempre lontano, anche nella foschia. Magari seduto sulla spalliera delle panchine girate.


E poi “l’idioma” del luogo, che in pochi capiscono. L’accenno alle cose, che consente a chi non sa di non chiedere, e qui sta  la forza. E le persone e gli episodi e i luoghi, citati senza bisogno di dettaglio, ma aiutati da una cartina antica,  riproposta come disegno da leggere.


E Ferlinghetti, e D’Annunzio, e Lischi e Cippai. Le famiglie delle case sparse, e la natura e i misfatti. E la voglia libertà che da sempre aleggia a Marina. Gli idrovolanti e una fabbrica come ingombro dello sguardo, e “diladdarno” e i pescatori, il fritto e le orate. E Livorno, laggiù, di cui si sentono gli odori. E dall’altra parte le montagne. Il bagno Gorgona e davanti le isole, punti di riferimento da sempre. Acquarelli appunto. Mai scolorati e impreziositi i da sana inquietudine....