verso Bisanzio...

ancora sulla paura

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Scritto da Administrator

l segno dominante di questi giorni è la paura. Una delle cose più preoccupanti è che sono "incantati" dalla paura i cervelli pensanti, la parte preponderante di quel ceto intelligente che di fatto è quello che prende o sostiene le decisioni politiche. Invece, sarebbe sicuramente interessante riflettere e interpretare il segno dei comportamenti apparentemente "divergenti", insomma di coloro che, a differenza di quanto fa la stragrande maggioranza delle persone, non rispettano regole prudenziali, ostentano comportamenti spavaldi o comunque menefreghisti. Di sicuro non si tratta di comportamenti coraggiosi. DI primo acchito, anche se un po' di malavoglia, darei ragione al Galimberti dei giovani nichilisti e dell'ospite inquietante. Le passioni, irrazionali, producono comportamenti irrazionali. Sarei propenso a vedere in questo apparente menefreghismo uno dei modi di manifestarsi della paura. Ho sempre sostenuto che gli avvisi e le raccomandazioni eccessive producono come risultato che si spaventano le persone ragionevoli e responsabili, mentre nelle altre si producono reazioni opposte. Non ho documentazione scientifica sufficiente per validare queste sensazione, ma mi pare che la storia di questi mesi mi dia ampiamente ragione.

 

Dialettica della paura

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Scritto da Fabiano Corsini

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Le passioni

Nel corso della nostra storia le passioni sono state per lo più percepite come fattori di turbamento, e dunque in qualche modo considerate componenti scomode della nostra vitalità, da limitare o reprimere. L'uomo ideale della nostra epoca, quello disegnato dalla ideologia della effcienza, è un soggetto capace di contenere le passioni, di tenerle a distanza, riservandole unicamente alla sfera di espressione degli artisti o ai momenti di svago e rigenerazione necessari per mantenere integra e, appunto, effciente, la capacità erogativa dell'individuo. In un suo bellissimo libro, Remo Bodei racconta come, in questa epoca, le passioni siano diventate strumenti di dominio politico, che, al pari di ogni altra componente della nostra “umanità”, possono essere scientificamente utilizzare al servizio di disegni di potere.

 

 

 

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