MARINA SLOW 2018

per ritrovare la speranza

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Scritto da Fabiano Corsini

Tra quei cinquanta scalmanati che oggi hanno occupato l’ospedale e poi hanno bloccato la strada, ce n'erano parecchi (si fa per dire) che sarebbero rimasti a blaterare le loro farneticazioni sulle bacheche di facebook, se in qualche modo non avessero avuto la sensazione di poter godere ora di una sorta di legittimazione sociale e politica, certamente basata su un equivoco, l’equivoco di poter dire “facciamo come a Coltano”.

La illusione di quelli che pensano che sia possibile dialogare con la canea xenofoba e razzista che ormai dilaga nel nostra Paese, che sia possibile influenzarla dal di dentro e portarla verso esiti “governabili”, sembra volerci dire che in politica, in chi fa politica ed ha responsabilità di direzione, non c’è ancora una consapevolezza piena della gravità della crisi. Di quali siano i danni provocati dalla cultura del pensiero calcolante, del successo, dell’ostentazione, del disprezzo per la solidarietà.,. Una cultura che con il Berlusconismo è dilagata e, soprattutto, si è rafforzata nel dare la convinzione che altre scelte non siano possibili; tratti di una personalità diffusa che ha conquistato anche strati sociali che “vincenti” non sono ma anzi vivono con sofferenza la crisi e le sue iniquità.

 

 

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