verso Bisanzio...

oltre il pregiudizio

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Scritto da Michele Eliot

Ci sono stati diversi studi sul pregiudizio, anche se quasi sempre hanno riguardato quello che potremmo chiamare “pregiudizio ordinario”.
Anthony Greenwald, psicologo alla University of Washington di Seattle, eMahzarin R. Banaji, psicologo ad Harvard, hanno sviluppato il noto Implicit Association Test  che misura la facilità/rapidità con cui le persone associano parole o immagini rappresentanti alcuni gruppi sociali (bianchi vs neri o donne vs uomini) con parole dal significato positivo o negativo. In diversi studi è emerso che un gran numero di americani non riesce a fare altrettanto velocemente l’associazione “nero” e “buono” quanto quella fra “bianco” e “buono” benché si professi espressamente e in totale buona fede “non razzista”.Qui  potete provare voi stessi a fare il test; provate; vediamo se siete pronti ad accettare e a collaborare con "unaltravoce" :-)

 

per ritrovare la speranza

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Scritto da Fabiano Corsini

Tra quei cinquanta scalmanati che oggi hanno occupato l’ospedale e poi hanno bloccato la strada, ce n'erano parecchi (si fa per dire) che sarebbero rimasti a blaterare le loro farneticazioni sulle bacheche di facebook, se in qualche modo non avessero avuto la sensazione di poter godere ora di una sorta di legittimazione sociale e politica, certamente basata su un equivoco, l’equivoco di poter dire “facciamo come a Coltano”.

La illusione di quelli che pensano che sia possibile dialogare con la canea xenofoba e razzista che ormai dilaga nel nostra Paese, che sia possibile influenzarla dal di dentro e portarla verso esiti “governabili”, sembra volerci dire che in politica, in chi fa politica ed ha responsabilità di direzione, non c’è ancora una consapevolezza piena della gravità della crisi. Di quali siano i danni provocati dalla cultura del pensiero calcolante, del successo, dell’ostentazione, del disprezzo per la solidarietà.,. Una cultura che con il Berlusconismo è dilagata e, soprattutto, si è rafforzata nel dare la convinzione che altre scelte non siano possibili; tratti di una personalità diffusa che ha conquistato anche strati sociali che “vincenti” non sono ma anzi vivono con sofferenza la crisi e le sue iniquità.

 

 

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