verso Bisanzio...

Pisa dei miracoli..

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Scritto da Fabiano Corsini

Riletto oggi, a tanti anni di distanza, il libro di Paolo Fontanelli si fa apprezzare di più. Il Sindaco di Pisa, giunto alla fine del suo mandato, ci regalò un vero e proprio racconto, il racconto della ri-nascita della Città. Una città che, come altre volte nella sua storia era già accaduto, si era perduta. Era venuta a mancare per una sorta di entropia, non una vera e propria morte, ma la perdita implacabile della sua natura, della sua specialità, persino della sua identità. Si suole ricordare la sconfitta della Meloria come radice di tutti i mali successivi, in realtà il dramma-trauma di quella sconfitta si è più volte ripetuto, come una sorte di sindrome, coazione a ripetere, eterno ritorno alla filosofia della sconfitta, del lavorone, al ricordo nostalgico di Quando almati di talghe e di cimieri Sonavan la grancassa 'n su' gropponi e Pisa era “ la 'ova de' guerrieri!…”.

In realtà una morte nera recente c'era stata. La morte delle macerie, per dirla con il titolo di quel dramma poco valorizzato di Domenico Sartori, la distruzione fisica della città per effetto dei bombardamenti americani del 1944, che vennero a suggellare e a dare evidenza e spiegazione alla epopea nefasta di quella sottocultura cittadina testimoniata in quei filmati raccolti da Mario Benvenuti e che in questi giorni sto mostrando su Facebook: le adunate oceaniche, l'onore agli squadristi, la celebrazione di una cultura che si piegava alle leggi razziali.

 

ancora sulla paura

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Scritto da Administrator

l segno dominante di questi giorni è la paura. Una delle cose più preoccupanti è che sono "incantati" dalla paura i cervelli pensanti, la parte preponderante di quel ceto intelligente che di fatto è quello che prende o sostiene le decisioni politiche. Invece, sarebbe sicuramente interessante riflettere e interpretare il segno dei comportamenti apparentemente "divergenti", insomma di coloro che, a differenza di quanto fa la stragrande maggioranza delle persone, non rispettano regole prudenziali, ostentano comportamenti spavaldi o comunque menefreghisti. Di sicuro non si tratta di comportamenti coraggiosi. DI primo acchito, anche se un po' di malavoglia, darei ragione al Galimberti dei giovani nichilisti e dell'ospite inquietante. Le passioni, irrazionali, producono comportamenti irrazionali. Sarei propenso a vedere in questo apparente menefreghismo uno dei modi di manifestarsi della paura. Ho sempre sostenuto che gli avvisi e le raccomandazioni eccessive producono come risultato che si spaventano le persone ragionevoli e responsabili, mentre nelle altre si producono reazioni opposte. Non ho documentazione scientifica sufficiente per validare queste sensazione, ma mi pare che la storia di questi mesi mi dia ampiamente ragione.

 

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